Banca e denaro

10 min di letturaDi Alpian

Perché investire e come costruire una strategia d’investimento che riuscirai davvero a seguire

Una strategia d’investimento è un insieme di regole scritte che stabilisce cosa compri, in quali proporzioni e cosa fai quando i mercati scendono.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026

Una strategia d’investimento è un insieme di regole scritte che stabilisce cosa compri, in quali proporzioni e cosa fai quando i mercati scendono. Si compone di cinque decisioni: il tuo obiettivo e l’orizzonte temporale, quanto rischio puoi davvero sostenere, come ripartisci il denaro tra le classi di attività, quanto lo diversifichi all’interno di ciascuna e quanto lasci per strada in costi e imposte. Tutto il resto è dettaglio. Quasi nessuno mette per iscritto queste regole, ed è esattamente per questo che quasi tutti abbandonano il piano al primo mese negativo invece che al primo decennio negativo.

Questa guida le affronta tutte e cinque dal punto di vista svizzero e rimanda a un corso gratuito in diciannove lezioni che le approfondisce una alla volta.

In sintesi

  • Investire è quello che protegge i risparmi dall’inflazione. I conti di risparmio svizzeri oggi rendono quasi zero, quindi la liquidità tenuta ferma a lungo perde potere d’acquisto in modo silenzioso e costante.
  • Una strategia è fatta di cinque decisioni, non di una dritta su un titolo: obiettivo e orizzonte, capacità di rischio, asset allocation, diversificazione, costi e fiscalità.
  • L’asset allocation spiega gran parte delle differenze nei risultati di lungo periodo. Quale fondo scegli conta molto meno di quanto tieni in azioni, obbligazioni e liquidità.
  • I costi si capitalizzano come i rendimenti, ma nella direzione sbagliata. L’uno per cento all’anno è una fetta rilevante dei guadagni di una vita.
  • Il vero limite è il comportamento. La strategia che riesci a seguire durante un calo del trenta per cento batte la strategia migliore che poi abbandoni.

Perché investire

L’inflazione. Il denaro lasciato su un conto di risparmio svizzero oggi rende una frazione di punto percentuale. Persino l’inflazione svizzera, storicamente bassa, supera quel livello. La liquidità non è neutra: è una perdita lenta e certa di potere d’acquisto, e colpisce di più chi tiene in liquidità la parte maggiore del proprio patrimonio.

L’interesse composto. I rendimenti generano altri rendimenti. È aritmetica, non magia, ma su decenni l’aritmetica diventa impressionante. La conseguenza importante è che il tempo passato sul mercato conta più dell’importo iniziale. Chi investe somme modeste da quando ha meno di trent’anni di solito finisce davanti a chi investe molto di più a partire dai quaranta.

La realtà previdenziale svizzera. Il sistema dei tre pilastri poggia su ipotesi demografiche e di rendimento che nel frattempo sono cambiate. L’AVS e le aliquote di conversione delle casse pensioni sono sotto pressione da anni. Il divario tra quello che daranno i primi due pilastri e quello che costa una pensione serena viene colmato sempre più dai singoli, con il pilastro 3a e il patrimonio libero.

Niente di tutto questo ti dice cosa comprare. Ci arriviamo adesso, ed è il punto in cui la maggior parte degli articoli si ferma.

Le cinque decisioni che compongono una strategia

1. Obiettivo e orizzonte temporale

Tutto il resto dipende da quando ti servirà il denaro. I soldi che ti servono entro tre anni non vanno in azioni, non perché le azioni siano sbagliate, ma perché tre anni rientrano in pieno nel periodo in cui possono scendere e restare giù. I soldi che non toccherai per quindici anni possono assorbire quella volatilità, e storicamente sono stati ripagati per averlo fatto.

Scrivi obiettivo, importo e data. «La pensione» non è un obiettivo. «CHF 400’000 di patrimonio libero entro il 2045, oltre al pilastro 3a» lo è, perché si può verificare a fronte di un versamento mensile e di un rendimento plausibile. Se hai più obiettivi con date diverse, hai più portafogli, anche se stanno su un solo conto.

2. Capacità di rischio e propensione al rischio

Vengono confuse di continuo, ma sono due cose diverse. La capacità di rischio è oggettiva: quanta perdita la tua situazione può sopportare. Stipendio stabile, costi fissi bassi, orizzonte lungo, fondo di emergenza già pronto e nessun acquisto immobiliare in vista significano capacità alta. Reddito variabile, persone a carico e i fondi propri per una casa da versare tra due anni significano capacità bassa, a prescindere dal carattere. La propensione al rischio è psicologica: quanta perdita riesci a guardare senza vendere.

La tua strategia deve rispettare la più bassa delle due. Un portafoglio oggettivamente adeguato ma che ti toglie il sonno verrà abbandonato nel momento peggiore, trasformando una perdita sulla carta in una perdita reale. Il test onesto non è immaginare come reagiresti a un calo del trenta per cento: è cosa hai fatto davvero a marzo 2020, o nel 2022.

3. L’asset allocation

È la decisione che conta di più e riceve meno attenzione. L’asset allocation è la ripartizione tra azioni, obbligazioni, liquidità e tutto il resto, e spiega le differenze nei risultati di lungo periodo molto più della scelta dei singoli titoli. Due investitori che possiedono entrambi fondi azionari globali, ma uno con il sessanta per cento e l’altro con il novanta in azioni, vivranno esperienze molto diverse, in entrambe le direzioni. Due che tengono lo stesso novanta per cento in fondi leggermente diversi, no.

Chi investe dalla Svizzera si trova davanti a una domanda che le guide internazionali ignorano: quanto home bias accettare, cioè quanto sovrappesare il mercato di casa. Il mercato svizzero vale circa il tre per cento della capitalizzazione globale ed è insolitamente concentrato, con poche grandi società che dominano l’indice. Tenere solo azioni svizzere è una scommessa concentrata su pochi nomi. Non tenerne nessuna significa avere tutto il patrimonio in valute che non spendi. Nessuno dei due estremi è corretto, e subito dopo arriva la questione valutaria: se andrai in pensione in Svizzera, le tue spese future sono in franchi. La copertura del rischio di cambio costa e ne elimina una parte. Non esiste una risposta universale, ma esiste una risposta sbagliata: non decidere consapevolmente.

4. La diversificazione

Diversificare non significa possedere molte cose, ma possedere cose che non scendono tutte insieme. Dieci titoli bancari svizzeri non sono un portafoglio diversificato: sono una sola scommessa fatta dieci volte. Un singolo fondo azionario globale con migliaia di società in decine di Paesi è più diversificato di una collezione di venti titoli scelti con cura.

In pratica, per la maggior parte delle persone: fondi globali ampi e a basso costo come base del portafoglio, e sopra scelte consapevoli su home bias e valuta. La complessità deve guadagnarsi il suo posto, e di norma non ci riesce.

5. Costi e imposte

I costi si capitalizzano esattamente come i rendimenti, ma in direzione opposta, e sono l’unica variabile che controlli completamente. Commissioni del fondo, della piattaforma, di custodia e di transazione si sommano. Su trent’anni, un costo annuo dell’uno per cento invece di un quarto di punto non è una piccola differenza sul saldo finale: è una fetta rilevante del guadagno complessivo.

La fiscalità svizzera conta altrettanto ed è spesso fraintesa. Gli utili in capitale sulla sostanza privata in genere non sono tassati per gli investitori privati, il che è insolitamente favorevole. Dividendi e interessi sono tassati come reddito. L’imposta sulla sostanza si applica al patrimonio, con aliquote che variano da Cantone a Cantone. I versamenti nel pilastro 3a sono deducibili fino a un massimo annuo, il che rende il 3a il primo posto in cui investire per la maggior parte delle persone, non l’ultimo.

Le regole fiscali meritano una lettura a parte: i-vest le tratta in dettaglio in «Come vengono tassati gli investimenti in Svizzera».

Le strade per passare all’azione

Prese le cinque decisioni, qualcuno deve metterle in pratica. Le strade sono quattro, e il confronto onesto è questo.

StradaCostoImpegno richiestoAdatta a
Fai da teIl più bassoContinuoChi lo fa volentieri e non va nel panico
Mandato di gestioneMedioBassoChi delega ma vuole capire
Mandato di consulenzaMedioMedioChi vuole approvare le scelte, non fare ricerche
Consulenza personaleIl più altoBassoSituazioni complesse: immobili, azienda, aspetti transfrontalieri

Nessuna riga è giusta in assoluto. L’errore è scegliere una strada senza sapere quali delle cinque decisioni ti toglie di mano. Un mandato di gestione prende le decisioni di allocazione al posto tuo. Un mandato di consulenza propone e tu approvi. Questa differenza pesa più della differenza di commissioni. Gli operatori pubblicano importi minimi e tariffe; quelle di Alpian sono sulla pagina investimenti.

Gli errori che costano di più

  • Aspettare un momento migliore per entrare. Storicamente il tempo passato sul mercato ha contato più del tempismo, e aspettare è già di per sé una scelta.
  • Confondere volatilità e perdita. Un calo diventa una perdita solo se vendi. La strategia si scrive prima proprio perché la decisione non venga presa nel mezzo del calo.
  • Inseguire i vincitori dell’anno scorso. Sono gli attivi più cari sul mercato.
  • Pagare per la complessità. Prodotti strutturati, fondi tematici e strategie elaborate vengono promossi con insistenza perché rendono bene a chi li vende.
  • Ignorare i costi perché la percentuale sembra piccola. Quello che su un anno sembra irrilevante non lo è su trent’anni.
  • Non scrivere nulla. Una strategia non scritta è uno stato d’animo, e gli stati d’animo non sopravvivono ai ribassi.

Come iniziare, in ordine

  • Costruisci prima un fondo di emergenza, in liquidità, pari a tre-sei mesi di spese. Investire prima di averlo significa dover vendere nel momento peggiore appena succede qualcosa.
  • Versa il massimo annuo nel pilastro 3a se hai un reddito imponibile in Svizzera. La deduzione fiscale è un rendimento certo, prima di qualsiasi rendimento di mercato.
  • Scrivi le cinque decisioni su una pagina: obiettivo, orizzonte, rischio, allocazione, tetto ai costi.
  • Scegli la tua strada dalla tabella qui sopra.
  • Automatizza il versamento. Mensile, senza pensarci.
  • Fissa una revisione all’anno e non fare nulla tra una revisione e l’altra.

Il sesto passo è il più difficile e il più prezioso.

Le diciannove lezioni

Tutto quello che hai letto qui è una sintesi. La versione completa è la Masterclass dell’investimento di i-vest, un corso gratuito di diciannove lezioni in italiano, inglese, tedesco e francese, senza abbonamento e senza registrazione. Si legge online oppure arriva una lezione alla volta via e-mail.

Stagione uno: le fondamenta

  • Evitare gli errori semplici conta più che vincere
  • La realtà del rischio in ogni parte della vita
  • Definire la tua idea di ricchezza
  • Persone diverse, strategie diverse
  • La «mentalità dello scoiattolo» (strategie intelligenti 1/3)
  • Due modi semplici per evitare errori (strategie intelligenti 2/3)
  • Evitare i bias personali (strategie intelligenti 3/3)
  • Pensare in portafogli
  • I tre fattori chiave della gestione patrimoniale
  • Passare all’azione

Stagione due: dalla teoria alla pratica

  • I consigli di investimento da ignorare
  • L’arte della stima
  • Scegliere l’alta performance
  • L’asset allocation
  • La giusta dose di rischio
  • Mescolare gli asset
  • L’impact investing
  • Sabotare i propri investimenti
  • È ora di costruire la tua strategia

La stagione due esce una lezione alla volta. Inizia la Masterclass.

Domande frequenti

Quanto serve per iniziare a investire in Svizzera?

Meno di quanto si pensi. Diversi operatori svizzeri partono oggi da poche migliaia di franchi (Alpian da CHF 2’000), e i piani di risparmio in fondi da ancora meno. La domanda più utile è se hai già il fondo di emergenza e il pilastro 3a al massimo, perché vengono prima.

Vale la pena investire se riesco a mettere da parte solo poco ogni mese?

Sì. I piccoli importi regolari sono proprio quello che l’interesse composto premia di più, perché comprano in ogni condizione di mercato invece che in un solo momento. La costanza conta più dell’importo.

Meglio investire o ammortizzare prima l’ipoteca?

Confronta il tasso ipotecario con il rendimento che ti aspetti realisticamente al netto di costi e imposte, poi metti sulla bilancia la certezza: ridurre il debito è un rendimento garantito, investire no. Il trattamento fiscale svizzero dell’ipoteca rende il calcolo meno ovvio che altrove, quindi conviene fare i conti in entrambe le ipotesi.

Quanta parte del portafoglio dovrebbe essere investita in Svizzera?

Non esiste una risposta unica. La Svizzera vale circa il tre per cento della capitalizzazione globale e il suo indice è concentrato in poche grandi società, ma le tue spese future saranno in franchi. Le soluzioni equilibrate stanno di solito a metà strada tra questi due estremi.

Cosa devo fare quando il mercato scende?

Quello che avevi scritto prima che scendesse. È esattamente per questo che la strategia si mette per iscritto in anticipo. Se un calo ti fa venire voglia di vendere, il portafoglio è stato costruito per la propensione al rischio di qualcun altro.

Fonti: pubblicazioni della Banca nazionale svizzera sul tasso guida, documentazione dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali sul sistema dei tre pilastri e tariffe pubblicate dagli operatori. Tassi e limiti fiscali cambiano: verifica le cifre aggiornate prima di agire. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce una consulenza in materia di investimenti.

Per il quadro completo, con guide e checklist, vai su Swiss Expat Guide

Questo articolo è stato scritto da Alpian, partner dello Swiss Starter Pack. Sono informazioni di carattere generale, non una consulenza personalizzata.

Leggi l'originale su i-vest by Alpian

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